ju
@ju@snac.nugole.it
Alcuni in buona fede credono anche di essere di sinistra e di protestare per giuste cause.
Per carità le cause possono anche essere giuste, indubbiamente lo sono.
Il risultato è quello solito e inevitabile delle rivoluzioni: portare al potere un regime peggiore di quello contro cui si è fatta la rivoluzione.
@ju Come proponi di dare voce al dissenso in alternativa?
Propongo, invece di buttare via risorse distruggendo cose a cazzo, di costruire un progetto alternativo e metterlo in pratica.
Un progetto alternativo si fa avendo chiaro da dove si parte, dove si vuole arrivare, quali sono le risorse effettivamente disponibili e quali sono gli ostacoli sul percorso e quali sono i modi migliori per eliminare o aggirare gli ostacoli sul percorso.
Si può, per esempio, occupare le scuole, restaurarle e farle funzionare autonomamente e farne un esempio di come si possono risolvere i problemi che al governo sembrano irrisolvibili.
Meglio ancora: si possono costruire progetti scolastici interamente alternativi.
Questo è un esempio di dissenso civile virtuoso che porta la gente a supportare quello che stai facendo.
Invece andare in strada a manifestare pacificamente non cambia nulla perchè stai solo chiedendo cose ad un governo che comunque non ti ha ascoltato e non ti ascolterà-
Andare in strada a manifestare non pacificamente ti fa perdere il supporto della maggior parte della popolazione e serve alla fine solo a portare consensi a chi si presenta (e non è) come garante dell'ordine e della sicurezza.
Aggiungo: smetterei anche di farne sempre e solo una questione di soldi. I problema non sono quasi mai i soldi disponibili, quasi sempre l'irrazionalità con cui vengono impiegati.
@ju Sono sinceramente d'accordo con il modus operandi, anche se va detto che uno dei motivi di molte proteste è lo sgombero delle occupazioni, quindi a volte le cose si rincorrono, e che i centri sociali (anche quelli non occupati) scompaiono uno dopo l'altro per carenza di risorse.
Comunque quello non è dissenso, è un piano, è azione strategica. Il dissenso è antagonismo, espressione disperata dell'insostenibilità.
Il dissenso non lo puoi silenziare, in nessun caso. Quindi o gli dai uno sfogo o esplode. E le democrazie come le nostre non sono in grado di ascoltare, quindi la protesta diventa parte dell'equilibrio tra popolo e istituzioni, checché performative siano.
Il dissenso non lo puoi silenziare, in nessun caso. Quindi o gli dai uno sfogo o esplode.No, ecco, su questo non sono d'accordo.
Il fatto è che la protesta va benissimo, è legittima, ci mancherebbe, ma è solo una parte del discorso ed è anche quella meno utile, la parte utile che mi pare che in questo momento manchi quasi del tutto è la controproposta.
L'unica controproposta che sento è: togliamo i soldi alle armi per impiegarli nella sanità, nella scuola, nel sociale.
Non è una cattiva proposta ma assomiglia a "prendiamo la farina dai forni per dare da mangiare a tutti".
Non è risolutiva perchè poi la farina nei forni finisce e a quel punto c'è comunque carestia per tutti.
Serve una cosa strutturale, non solo spostare i soldi da una parte per metterli da un'altra.
Il fatto poi è che soldi non ce ne sono abbastanza e a lungo termine ce ne saranno ancora meno perchè sono trent'anni che si spostano soldi da una parte all'altra per mettere toppe invece di andare a cambiare alcuni punti critici fondamentali e i punti critici fondamentali non si toccano perchè parti della società fanno corporativamente muro.
Per esempio se trent'anni fa si fosse pianificato di spostare il traffico merci su rotaia invece che farlo passare su strada adesso non avremmo il problema dei camionisti.
Se si fosse pianificata una riforma agricola che limitasse l'allevamento e la coltivazione intensiva che sono insensate in Italia...
Eccetera...
Gli esempi sono tanti e tutti porterebbero ad avere adesso un economia virtuosa e quindi abbondanza di risorse da investire nel benessere sociale.
Poi protestiamo e va bene, contro il governo e va bene, ma sono gli italiani che hanno votato a maggioranza Berlusconi per vent'anni e poi un governo di merda dopo l'altro. Va bene che le democrazie non ascoltano e le istituzioni non ascoltano ma i primi che non ascoltano sono tutti quelli che sono andati e hanno consegnato a questa gentaglia le chiavi delle istituzioni in nome di "meno tasse, via i migranti, Europa cattiva".
Quindi va bene protestare contro le istituzioni ma le istituzioni in sè sono un fattore neutro, il problema è chi occupa le istituzioni e chi ha convintamente continuato a mandare determinata gente ad occuparle.
Va bene protestare contro le istituzioni ma che fare con le persone?
Le istituzioni magari le smantelli ma la gente che ha votato convintamente questo governo - e sono tanti - rimane.
E...ok, la pianto, scusa, mi sa che sono andata anche un attimo oltre quello che era il discorso iniziale.