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Riguarda un momento triste della gloriosa Repubblica di Venezia, venduta come un pacco da Napoleone all'Austria.
Per un anno, tra il 1848 e il 1849 Venezia riuscì a liberarsi dalla dominazione austriaca e resistere ai tentativi di riconquista.
Alla fine, indebolita dalla fame e dall'epidemia di colera, fu costretta a cedere e dichiararsi sconfitta.
"Sulle tue pagine
Scolpisci, o Storia,
Le altrui nequizie
E la tua gloria,
E grida ai posteri
Tre volte infame
Chi vuol Venezia
Morta di fame."
A Venezia nel 1849 venne soffocato lo slancio di un popolo che orgoglioso della sua storia rifiutava di vivere da suddito.
In quello stesso periodo tristemente finiva anche la breve ma bella parentesi della Repubblica Romana.
(Su queste cose ci sarebbe da scrivere tanto, soprattutto su Mazzini e Garibaldi, due figure di pensiero estremamente moderno, soggetti post-mortem ad una normalizzazione narrativa che li ha spiattellati su un conformismo unitario, così che mentre gli si dedicavano strade e piazze e costruivano statue, venivano anche privati del potere rivoluzionario di dar fastidio al nuovo Regno d'Italia e a chi effettivamente ne deteneva il potere. Ma vabbeh...qui ragiono d'altro)
"Viva Venezia!
Feroce, altiera,
Difese intrepida
La sua bandiera;"
E' sempre una tragedia quando un popolo che chiede solo di poter mantenere la sua identità e vivere secondo la sua legittima autodeterminazione è abbandonato alla mercè di una dittatura.
Per fortuna sono cose del passato, in tempi moderni non succede, soprattutto in Europa.
Non succede vero?
"Ma il morbo infuria,
Il pan le manca;
Sul ponte sventola
Bandiera bianca!"
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